Via di Francesco (via del nord) – Impressioni post viaggio

È da tanto che desideravo fare un percorso di trekking (o cammino, che dir si voglia). Fare un cammino che mi impegnasse per un mese o più è per me troppo impegnativo considerando le ferie che ho. La Via di Francesco (via del nord)  è fattibile in 8 – 10 giorni e quindi è stata l’occasione giusta per il mio primo cammino. 

L’organizzazione del mio viaggio è passata soprattutto attraverso la ricerca di post di chi questo cammino lo aveva già fatto (soprattutto su come preparare lo zaino). Direi che a tal proposito mi hanno aiutato tanto i post di Simona del blog Fringe in travel. Molto ben fatti e devo dire che la cara Simona mi ha dato la spinta definitiva a partire.

Per l’organizzazione più spicciola diciamo così (tipo dove dormire, come organizzare le tappe ecc) mi sono aiutato con la guida “La via di Francesco” e il file con le ospitalità he ho scaricato dalla dalla pagina Via di Francesco.

Le tappe le ho organizzate in maniera un po’ diversa da come riportato sulla guida. Alcune secondo me sono troppo lunghe e soprattutto quando fa molto caldo rischi di dover camminare per lunghi tratti sotto il sole. Era il primo cammino che facevo, quindi non posso fare paragoni con gli altri, ma onestamente ho trovato abbastanza deludente la poca presenza di fonti d’acqua. In estate è davvero un problema perché ti costringe a partire con una abbondante riserva d’acqua, che significa anche chili in più sulla schiena.

Inoltre mi aspettavo più pellegrini lungo il percorso, ma ne ho trovati veramente pochi. Sono stato per lunghi tratti da solo e per timore che ci fossero molte persone e poche strutture avevo prenotato tutto prima ma secondo me non ce n’era bisogno. Nella maggior parte delle strutture ero da solo.

 

In breve le tappe fatte:

Arrivo a La Verna, pernottamento presso il convento. Con 25 euro si ha la possibilità di dormire in camerata, cena e colazione. Personalmente ho trovato molto più accoglienti altre strutture lungo il percorso. In tanti ho visto che dormivano a Chiusi, ma scelta personale.

 

La Verna – Pieve Santo Stefano (14 Km)

Tappa abbastanza facile, per dare la possibilità alla mia schiena di abituarsi allo zaino e ai miei piedi alle discese.

 

Via di Francesco (via del Nord) La Verna

Santuario della Verna

Pieve Santo Stefano – Montagna (22 Km)

Credo che questa sia la tappa più dura. La salita fino al passo di Viamaggio è tosta, specialmente l’ultima parte per arrivare a Monte Verde. Lo sforzo è ripagato dalla vista spettacolare che si vede in cima. Una volta raggiunta la vetta si prosegue per una bella strada sterrata fino a Pian della Capanna, dove c’è possibilità di pernottare e prendere acqua. Ho proseguito fino alla frazione Montagna dove mi hanno ospitato Ofelia e Luigino del B&B “Alla battuta”. Meritano una menzione speciale perché sono stati davvero fantastici. Mi sono sentito come a casa e il B&B è davvero bello e immerso nella natura.

 

Via di Francesco (via del Nord) Montagna

B&B Alla Battuta – Montagna

Montagna – Citerna (22 Km)

Tappa non difficilissima. La discesa da Montagna è lunga ma non complicata. C’è solo il tratto dall’Eremo di Montecasale che è abbastanza ripido, ma in condizioni normali niente di infattibile (con la pioggia forse diventa pericolosa ed è meglio fare la strada asfaltata come suggerito dalla guida). Mi sono fermato a pranzo a Sansepolcro e poi ho proseguito per Citerna….sbagliando. Il percorso da Sansepolcro a Citerna è praticamente una passeggiata, anche se parte è sulla statale e a mio parare non molto interessante. Però sono partito dopo pranzo e mi sono beccato in pieno le ore più assolate della giornata. Forse il mio giudizio è stato influenzato anche da questo. A Citerna ho dormito al convento delle Benedettine. Anche qui ospitalità perfetta (una delle migliori cene che ho fatto sul percorso), tutto per un’offerta volontaria.

 

Via di Francesco (via del Nord) San Sepolcro

San Sepolcro – Piazza Matteotti.

Citerna – Città di Castello (21 Km)

Penso che sia la tappa che mi è piaciuta di più. Il paesaggio all’uscita da Citerna è davvero bellissimo, una vista splendida su colline e campi coltivati con il tipico colore dorato dei campi di grano. Tantissime ginestre lungo la strada a dare un tocco di colore da cartolina.

 

Città di Castello – Pietralunga (30 Km)

Decisamente la tappa che ho gradito di meno. Troppi chilometri su asfalto che con le temperature estive diventano una fornace. Il vero valore in più di questa tappa è la sosta a Pieve de Saddi. Un posto bellissimo immerso nella natura, con il canto delle cicale a tenere compagnia. Pietralunga è una cittadina molto piccola ma davvero ben tenuta.

 

Via di Francesco (via del Nord) Pieve de Saddi

Pieve de Saddi

Pietralunga – Gubbio (26 Km)

Anche qui tappa molto bella, con dei bellissimi passaggi all’interno di splendide pinete. Ultimi chilometri in falsopiano per arrivare a Gubbio che anche qui sotto il sole si fanno sentire, ma panorama molto bello.

 

Gubbio – Valfabbrica (38 Km).

Ho fatto la tappa così come suggerito dalla guida, ma credo che effettivamente sia molto lunga e convenga spezzarla in due parti. Forse fare 38 km in una sola giornata è fattibile ma non in condizioni di caldo torrido come l’ho fatta io. La tappa in se non è nemmeno molto difficile a parte la lunghezza e un paio di salite che mi hanno spezzato le gambe. Il paesaggio è molto bello fino a Biscina, poi si costeggia tutta la parte della diga dove si dovrebbe vedere il bacino ma in realtà si vede solo una distesa brulla e camion che lavorano.

 

Valfabbrica – Assisi (14 Km)

La sosta a Valfabbrica è strategica, perché permette di arrivare ad Assisi intorno a mezzogiorno e quindi anche di visitare un po’ Assisi nel pomeriggio. Assisi è molto bella se riesci ad evitare le migliaia di turisti che ci sono. Non me la ricordavo così affollata. È vero che l’ultima volta ci sono stato in era pre social networka, ma vedere nel tempio della semplicità lusso e turisti con smartphone fa un certo effetto.

 

Questo è stato il mio cammino lungo la Via di Francesco. Lo rifarei? Certo, ma forse con qualcuno. Visitare posti a passo di trekking è una cosa che mi è sempre piaciuta perché mi permette di gardare cose a cui altrimenti non farei caso. Questo viaggio in particolare mi ha fatto capire che belle cose abbiamo in Italia.

 

Il ricordo più vivo che ho è il cielo azzurro e i paesaggi spettacolari. Ricordo anche la fatica e il gran caldo, però. Il percorso secondo me non è proprio dei più semplici, ci sono un po’ di salite impegnative ma forse complice il gran caldo che ho trovato in quei giorni, ho faticato ancora di più.